E’ proprio vero che la necessità fa aguzzare l’ingegno, sempre più spesso siamo chiamati a ridurre i ns. consumi, il caro greggio e il costo delle materie prime sono arrivati a traguardi proibitivi, è questa la motivazione che spinge l’uomo a cercare sempre piu spesso fonti alternative di energia.
Avreste mai pensato di produrre energia elettrica dalle turbolenze create dalle auto? o dalle masse di persone che camminano dentro affollate stazioni delle metro o delle ferrovie
Energia elettrica dalle “sventate” prodotte dalle auto che percorrono le strade
In Inghilterra sono passati dalle parole ai fatti ed hanno scoperto che anche il movimento a piedi può essere sfruttato per avere energia pulita
Se anche in Umbria ci fosse l’attenzione alle novità ed alla sperimentazione che dimostrano gli inglesi, la E45 potrebbe essere illuminata a giorno anche di notte senza dover costruire linee elettriche.
Il passaggio delle auto lungo la superstrada genera, infatti, “ventate” che si propagano ai lati e che sono visibili in particolar modo quando col passaggio dei grandi Tir stormiscono anche le fronde degli alberi che costeggiano la strada.
In Inghilterra hanno sperimentato delle mini turbine che producono l’energia elettrica sfruttando questo movimento dell’aria prodotto dai treni proprio sotto una galleria ad alto traffico nelle Midlands.
Ma gli inglesi sono andati anche oltre.
Hanno pensato di installare mini turbine sotto le scale della Torre “Sinnaker Tower” a Portsmouth alta 170 metri, per sfruttare semplicemente l’energia cinetica dei passi prodotti.
E’ stato calcolato che installando le turbine a Victoria Station, la più grande stazione ferroviaria di Londra, l’energia generata dalle 34.000 persone che la frequentano ogni giorno sarebbero in grado di alimentare ben 6.500 lampadine.
Dal 22 al 24 ottobre, il palazzo dei Congressi di Pisa ospitera’ il Fei
‘Forum energetico internazionale’, dal titolo ‘Diamo energia
all’economia’.
Il Forum si articolerà in diverse sessioni:
Economia e Policy, dedicata al mercato energetico internazionale e alla
sua riorganizzazione.
Saranno i responsabili delle utilities, le istituzioni nazionali ed internazionali, il mondo degli operatori dell’energia elettrica e del gas e gli analisti economici, a descrivere cosa sta accadendo in materia di gas, calore ed energia elettrica e quali saranno le sorti dell’economia legata a questi importanti settori.
In questa sessione si parlerà anche di costi ambientali e del prezzo dell’energia. Infrastrutture Tecnologie e Gestione, nella quale si analizzano le problematiche progettuali, economiche e gestionali delle reti e degli impianti (centrali elettriche, rigassificatori, termovalorizzatori).
Innovazione e ricerca, dedicata ai brevetti piu’ promettenti, alle energie alternative e rinnovabili ed alle novita’ che potrebbero cambiare il futuro mercato dell’energia.
verranno tenuti seminari e workshops inerenti tematiche tecnico scientifiche.
Promotore della iniziativa e’ la Federutility, Toscana Energia Spa, Cenacolo e Gruppo Italia Energia.
Le dimissioni presentate prima delle data di entrata in vigore della nuova norma restano
valide e non necessitano della compilazione on line del modello ministeriale.
Il Ministero del Lavoro ha reso disponibile il collegamento alla nuova sezione del sito
dedicata alle dimissioni volontarie all’indirizzo:
All’interno del sito vengono illustrate le modalità operative per la presentazione delle
dimissioni volontarie che di seguito riportiamo sinteticamente, rimandando ad un momento successivo alcune considerazioni rispetto al merito ed al metodo che hanno portato alla definizione di una procedura che, sostanzialmente, obbliga la lavoratrice o il lavoratore ad “asseverare” la propria volontà di dimettersi attraverso la validazione da parte di un soggetto terzo: i cosiddetti soggetti abilitati. Continue Reading »
DOCUMENTO CONCLUSIVO ASSEMBLEA LAVORATORI ENDESA ITALIA – CENTRALE DI FIUMESANTO 9 NOVEMBRE 2007
I Lavoratori della Centrale Termoelettrica di Fiume Santo, riuniti in assemblea unitamente alle Strutture Sindacali Territoriali, alle Segreterie Regionali e Nazionali di FILCEM FLAEI UILCEM ed alle Segreterie Confederali Territoriali, esprimono viva preoccupazione per il futuro assetto societario di Endesa Italia e, in particolare, per la ipotesi di “spezzatino” che coinvolgerebbe un impianto strategico ed essenziale per tutta la Sardegna. Questa vicenda infatti dimostra come la liberalizzazione del mercato elettrico favorisca l’affermazione di interessi finanziari e/o politici di parte che, per quanto legittimi, difficilmente coincidono con l’interesse collettivo e del territorio e con le altrettanto legittime esigenze occupazionali e di tutela del lavoro e dei lavoratori. Nei fatti, l’instabilità degli assetti proprietari degli impianti di generazione rischia di pregiudicare irreparabilmente gli investimenti, i piani di sviluppo già concordati con le Forze Sociali e con le Istituzioni Locali e le già scarse prospettive occupazionali. L’impianto di Fiume Santo, vitale per lo sviluppo della Sardegna e del Territorio di Sassari, già a suo tempo ceduto dall’ENEL, ha già “pagato il prezzo” alla liberalizzazione del Settore Elettrico e pertanto non deve essere utilizzato come “assegno circolare” a pagamento di operazioni finanziarie e geopolitiche del tutto avulse dal Territorio. Territorio che, peraltro, contrariamente ad altre realtà, si è reso disponibile a sopportare l’onere derivato da questo insediamento industriale, ma che come contropartita, chiede di essere reso partecipe nei processi di decisione sul futuro del sito, certezze sulla procedura autorizzativa per i nuovi impianti (Valutazione Impatto Ambientale per il nuovo gruppo ipercritico a Carbone) e i giusti ritorni anche in termini di partecipazione della ricchezza prodotta. Decisioni che, in ogni caso, dovranno incontrare il favore dei Lavoratori e del Sindacato, che a loro volta devono chiedere alle Istituzioni locali e Regionali l’assunzione di un ruolo da protagonista. Per questo motivo, i Lavoratori di Fiume Santo impegnano il Sindacato a continuare ad opporsi allo spezzatino di Endesa Italia, che precarizzerebbe anche altre realtà produttive della Società, e in ogni caso a salvaguardare per l’oggi e per il domani, gli investimenti previsti, gli impegni per lo sviluppo del territorio, l’occupazione ed i trattamenti contrattuali. In tal senso, sostengo le iniziative di mobilitazione già poste in essere a tutti i livelli, rendendosi disponibili ad ulteriori e più incisive iniziative di lotta che, con la partecipazione del Sindacato Confederale possano coinvolgere anche i lavoratori dell’indotto.
APPROVATO ALL’UNANIMITA’
Fiume Santo, 9 novembre 2007

L’OPA è partita. Terminerà il 1° ottobre. Chissà chi vincerà.