CENSURA DI SINISTRA

Le ragioni di chi scrive meritano la massima attenzione. Liberazione non pubblica, Il Giornale si.


La lettera cestinata da Liberazione

giovedì 17 maggio 2007, 07:00


Illustre Direttore,

le allego la lettera che, come iscritto al Partito della Rifondazione Comunista, ho inviato al direttore di Liberazione, venerdì scorso, con la speranza che questa fosse pubblicata. Un testo forse un po’ lungo per un quotidiano.

Ma la mia speranza era quella di portare la voce di 3.000 persone che lavorano all’interno del cantiere della centrale Enel di Civitavecchia e rischiano il posto di lavoro per la presa di posizione, del tutto ingiustificata, del ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio. Purtroppo, sono costretto a constatare che il Dr. Sansonetti ha completamente ignorato la mia missiva. Alla faccia della libera stampa.

Le chiedo pertanto la disponibilità a pubblicare questa mia, sul suo giornale, nella modalità che riterrà più consona.

Sono un compagno che ha la tessera di Rifondazione fin dal primo giorno. Non so se Liberazione pubblicherà questa mia lunga lettera. Ma non posso fare a meno di manifestare tutta la mia rabbia quando apro il mio giornale e leggo gli entusiastici resoconti delle gesta dei cosiddetti no coke che cercano di impedire il completamento della centrale Enel di Civitavecchia.

Sono un lavoratore dell’Enel da 29 anni. Ho girato tante centrali in tutta Italia e anche fuori. Conosco bene la difficoltà di coniugare la produzione di energia elettrica con l’abbattimento delle emissioni nell’ambiente ma posso testimoniare con assoluta certezza che quella che stiamo costruendo a Torrevaldaliga Nord è la migliore che abbia mai visto proprio per le tecnologie nuove che adopera per pulire i fumi.

Invece devo leggere proprio su Liberazione una criminalizzazione della nostra centrale che non sta né in cielo né in terra. Come se la responsabilità dell’aumento dei tumori nella Regione Lazio fosse tutta colpa della centrale che ancora non c’è. Lo capite o no che in questo modo tutti noi che lavoriamo in questo settore ci sentiamo trattati come gli untori che diffondevano la peste? Ma come quella degli untori anche questa è solo una leggenda. Una leggenda cattiva che fa male a chi ha sempre lavorato con coscienza professionale e se permettete di classe. Lo so che non si usa più parlare di fabbriche, di operai, di coscienza di classe. Al posto della bandiera rossa oggi si usa l’arcobaleno o quella verde. Ma davvero pensate che il mondo possa fare a meno della falce e del martello, dell’agricoltura e dell’industria?

Cosa vogliono i nostri amici verdi? Che diventiamo tutti lavapiatti, camerieri, bagnini? Ma come si fa a parlare di turismo se dietro non c’è l’elettricità, le fabbriche, il lavoro? Quello che però mi ferisce di più è vedere con quale superficialità e incoscienza si lanciano accuse terribili senza pensare alle conseguenze che producono. Qui si vuole buttare a mare un investimento di un miliardo e mezzo di euro ormai arrivato ben oltre la metà. E quello poi che mi fa ancor più rabbia è che per trovare una parola di buon senso devo ascoltare quel «liberista» di Bersani che ha la colpa di aver smembrato l’Enel, ma almeno ha il merito di ricordare a tutti che qualche nuova centrale a carbone in Italia ci vuole, se non vogliamo rimanere impiccati ai tubi che ci portano il gas dall’Algeria e dalla Russia. O stare a sentire quel cislino di Bonanni mentre il mio sindacato sembra disinteressarsi completamente della questione.

Così siamo al paradosso: quelli che dovrebbero difendere in primo luogo lo sviluppo e il lavoro vogliono chiudere il più grande cantiere industriale d’Europa dove migliaia di lavoratori non solo hanno trovato un’occupazione, ma stanno migliorando le loro capacità professionali. Quale demone ci ha accecato un po’ tutti per non vedere che il «regresso» propagandato da sedicenti ambientalisti è solo l’ultimo strumento della lotta eterna tra capitale e lavoro? Il capitale diventa finanziario e gira il mondo alla ricerca delle migliori possibilità di sfruttamento, delle leggi ambientali più comode, dei sistemi fiscali meno seri.

E noi cosa facciamo? Invece di costringerlo a rimanere dove ci sono più controlli, più sindacato, più governo, facciamo di tutto perché fugga via. Con un risultato pessimo per noi e per il mondo. Siamo sicuri che se Enel chiudesse le centrali a carbone in Italia e le andasse a costruire nell’est Europa, le emissioni di anidride carbonica, le condizioni di lavoro, la qualità professionale della classe operaia migliorerebbero? Non succederà proprio il contrario? Ma tanto chi se ne frega dei lavoratori polacchi, slovacchi, ungheresi, ucraini, russi. Il Lazio dicono anche alcuni dei nostri senza accorgersi di fare un discorso del peggior leghismo ha già abbastanza centrali, anche se ne chiude una cosa volete che sia. E gli altri poi si arrangino. Con tanti saluti all’internazionalismo, uno dei valori più belli della nostra tradizione. Per questi «regressisti» sono gli operai, chi lavora davvero, il vero nemico dell’umanità. «Per uno stipendio e un posto sacrificano i fiori, gli alberi e la salute loro e dei loro concittadini» dicono. Non è vero! Non è così! Noi, i comunisti, sappiamo quante lotte abbiamo fatto per migliorare le condizioni di lavoro, le condizioni di vita dentro e fuori alle fabbriche. Ma questo loro non lo sanno. In una fabbrica non hanno messo mai piede né ce lo metteranno mai. Preferiscono gli impieghi statali, l’informatica, la creatività, la moda, il terziario, il quaternario, magari un bel posticino in politica o alla Tv. Ma non si rendono conto che dietro tutto queste «sovrastrutture» (si può ancora dire?), c’è la struttura? La miniera, il campo, la fabbrica.

Certo oggi c’è più inquinamento, più traffico, più stress. Ma se viviamo 20 anni in più degli anni 50, se possiamo godere di un modesto benessere, se possiamo dare ai nostri figli un’istruzione è perché le «forze produttive» si sono potute sviluppare a dismisura. È vero non hanno fatto saltare i rapporti sociali di produzione. Il padrone non ha più un nome e cognome, ma c’è ancora, anche se magari siede in un ufficio a diecimila chilometri da noi. Però qualcosa è comunque cambiato. Sarà poco, ma quel poco è dovuto alla scienza e alla tecnica, ma anche alla nostra fatica, al nostro sapere, alle nostre lotte. Le lotte di noi lavoratori delle fabbriche che oggi ci vediamo offesi e umiliati sul nostro stesso giornale.

Saluti


Adalberto Benedetti



  1. lavoratore elettrico

    Carbone, la città di nuovo allo scontro

    I no coke manifestano a Roma, i lavoratori Enel per tutta risposta danno vita ad una manifestazione “ecologista”

    CIVITAVECCHIA – Il Consiglio provinciale straordinario congiunto in programma lunedì alle ore 15,30 a Palazzo Valentini a Roma, è il preludio all’ennesima spaccatura della città sul fronte del carbone. Il Consiglio è stato infatti convocato affinché le due assemblee consiliari supportino con un richiesta ufficiale la convocazione della Conferenza dei servizi, già avanzata dal Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio al Ministro delle Attività Produttive Bersani, al fine di riaprire una nuova Valutazione di Impatto Ambiental ampliata all’intero comprensorio del pol energetico Civitavecchia-Montalto di Castro. Con l’occasione, per la prima volta, il Movimento NoCoke Alto Lazio ed il Comitato dei Medici per la salute e l’ambiente sono stati ufficialmente invitati ad assistere ai lavori del Consigli Provinciale, per portare il loro contributo sul tema della riconversione. E proprio per supportare questa presenza associazioni, comitati, movimenti e singoli cittadini no coke hanno organizzato contemporaneamente una manifestazione contro il carbone a Tvn in piazza Santi Apostoli, di fronte a Palazzo Valentini, dove saranno allestiti dei banchi co l’esposizione dei prodotti agricoli tipici dell’Alto Lazio che, secondo le accuse dei no coke rischiano di non essere più coltivati perché non più commestibili se entrerà in funzione la centrale a carbone.
    Contestualmente, però, quasi in forma provocatoria, cento lavoratori del cantiere Enel e delle imprese impegnate nei lavori di riconversione, daranno vita a Civitavecchia a “Ripuliamo la città”, una contromanifestazione ecologica dichiaratamente in risposta alla manifestazione di Roma. “Questa è una manifestazione costruttiva fatta da chi lavora e chi costruisce, da chi migliora l’ambiente e di chi, dell’ambiente non ne fa un uso strumentale e politico – afferma Adalberto Benedetti, portavoce dei lavoratori Enel – I veri ecologisti sono coloro che si interessano di boschi, di fossi, di campagne e di litorali. E’ proprio per questo che abbiamo deciso di lanciare una vera campagna ecologica. Lunedì pomeriggio, infatti mentri i presunti ecologisti manifesteranno a Roma con i carciofi, per ottenere la distruzione di 3.000 posti di lavoro io ed altri 100 lavoratori ci recheremo al Pirgo di Civitavecchia per dedicarci alla pulizia di tutto lo stabilimento. Questa è solo la prima iniziativa di altre che seguiranno. Il 31 maggio dedicheremo la nostra giornata di lavoro alla pulizia del Marangone, spiaggia da sempre nel cuore dei Civitavecchiesi e abbandonata dagli “ecologisti”. La seconda settimana di giugno ci dedicheremo all’inizio della pulizia della Frasca, emblema del mare civitavecchiese invitando, viste le vaste dimensioni del territorio, anche il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, l’Onorevole Angelo Bonelli, il Presidente della Provincia Enrico Gasbarra i Sindaci di Ladispoli e Tarquinia Gino Ciogli e Alessandro Giulivi, Legambiente e i Movimenti no coke dell’Alto Lazio, gli insegnanti di Civitavecchia e di Tarquinia con i loro studenti, il Movimento dei Medici no coke per la salute. Tutti insieme – conclude Benedetti – per un ambiente migliore”.

    http://www.centumcellae.it/leggi.php?id=15760

  2. lavoratore elettrico

    I lavoratori Enel ripuliscono le spiagge cittadine

    CIVITAVECCHIA – Si è appena conclusa la prima giornata di “Ripuliamo la città” l’iniziativa promossa dai lavoratori dell’Enel e delle imprese che sono all’opera nel cantiere di Torrevaldaliga Nord Civitavecchia. Numeri da brivido nella “bonifica” della spiaggia del Pirgo: 300 sacchi colmi di detriti, circa 3 tonnellate di rifiuti recuperati, bottiglie, mattoni, sedie e persino una vecchia bicicletta.
    L’iniziativa si è svolta sotto l’occhio incuriosito di una settantina di bagnanti che hanno richiesto ai promotori di ripulire anche un tratto di spiaggia della Marina, richiesta accettata dai lavoratori.
    “Siamo soddisfatti di questa giornata, meno delle notizie che arrivano da Roma, ove si continua a fare un uso strumentale della verità – ha spiegato Adalberto Benedetti portavoce dei lavoratori del cantiere Enel – Apprendo che una delegazione di imprenditori e lavoratori, si è recata a Palazzo Valentini per esprimere in maniera pacifica la propria preoccupazione per le iniziative contro la centrale che causerebbero la perdita di 3.000 posti di lavoro. Dispiace dover registrare l’ennesimo atto di intolleranza di pochi facinorosi no coke, che hanno insultato e minacciato il drappello di persone che in democrazia volevano esprimere le loro ragioni fino a costringerli a dover abbandonare un palazzo istituzionale, nell’indifferenza di amministratori e politici”.

    http://www.centumcellae.it/leggi.php?id=15800

  3. transita sulle nostre teste il traffico elettrico di mezza Italia e paghiamo la fornitura elettrica più cara di tutti. Come mai???

  4. Chi scrive si chiama Adalberto Benedetti,
    usa il terrorismo psicologico per cercare di aizzare i lavoratori precari del cantiere di TVN contro la popolazione che dopo aver subito patologie e lutti dell’olio combustibile ora si vede imposto il carbone. vedi qui: http://www.youtube.com/watch?v=Jdv1ciQtMjg
    Questo non lo dice Benedetti.
    Che sul nostro territorio c’è un maxipolo energetico da 7 Gigawatt (TVN+TVS+A.Volta), e c’è anche chi parla di riportare il nucleare a Montalto di castro.
    Noi siamo diventati una discarica, un territrio da sfruttare.
    Ma il diritto al lavoro non può confliggere con quello, ancora più basilare, alla salute. Inutile ricorrere alle statistiche sull’età media, quando chi vive e cresce a Civitavecchia e dintorni si vede costretto a partecipare alla lotteria dei tumori: 30% sopra la media nazionale.
    Benedetti si lancia in comunicati che possono rappresentare non più di 100 persone nel cantiere di TVN (che impiegherà in tutto 300 persone, una volta riconvertita) mentre 21000 persone hanno detto no nel referendum contro il carbone del 2002.
    E Benedetti non ha mai risposto alla domanda: perché solo il carbone dà lavoro? un impianto combinato solare/gas si costruisce e mantiene autonomanente?
    Qui ci sono sgherri pagati profumatamente per difendere il lucro di una multinazionale.
    Se volete informarvi sulle reali motivazioni che stanno alla base della lotta per i diritti fondamentali visiti il sito
    http://noalcarbone.blogspot.com e troverà tutto.




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