COMUNICATO FLAEI CISL

FLAEI CISL

ENDESA ITALIA

I Dirigenti Sindacali FLAEI di Endesa Italia, unitamente alle Segreterie Territoriali e Regionale di riferimento ed alla Segreteria Nazionale FLAEI, riuniti il 27 maggio 2007 in Roma, per analizzare le possibili conseguenze sulla Società a seguito della annunciata OPA ENEL sul Gruppo Endesa,

RITENGONO

in coerenza con la posizione assunta dal Sindacato Elettrico, in particolare dalla FLAEI, in occasione delle precedenti OPA lanciate da Gas Natural e da E.On, di esprimere un parere fortemente negativo sulla paventata ipotesi di smembramento di Endesa Italia (che, si ricorda, fu a suo tempo frutto di una precedente scissione dall’ENEL), tra ASM Brescia ed E.On, in accordo con l’ENEL in quanto, dettata da interessi parziali svincolati da logiche di sistema che risulterebbe dannosa sia dal punto di vista industriale sia, soprattutto, da quello occupazionale.
L’accordo per lo smembramento della Società, riportato dagli organi di stampa e mai smentito dai diretti interessati, prevedendo il conferimento di un impianto termoelettrico a carbone e di un impianto idroelettrico all’ASM Brescia, potrebbe determinare:

‐ una pericolosa crisi occupazionale che si scaricherebbe sia sugli impianti che su staff e sedi centrali;

‐ l’inesigibilità di un Piano Industriale che presuppone ingenti volumi di investimento;

‐ una condizione di svantaggio per gli impianti non ceduti che si troverebbero ad operare in una Società squilibrata territorialmente e nel mix combustibili.

Sulla base di tale analisi si ritiene necessario condurre una articolata azione sindacale al centro ed in periferia che, non escludendo azioni di mobilitazione, sia orientata ad evitare lo smembramento di Endesa Italia, che dovrà rimanere integrata sul piano industriale e su quello della proprietà. Fermo restando questo principio, a tal proposito, si auspicano, se possibili, soluzioni ”italiane”.
A tal proposito, si invitano tutte le Strutture della Federazione a porre in essere le necessarie azioni politiche e sindacali verso le Istituzioni Nazionali e Locali e verso le Aziende coinvolte, per evitare un ulteriore danno ai Lavoratori derivato da una privatizzazione/liberalizzazione del Settore non governata e condizionata esclusivamente dagli interessi finanziari degli Azionisti.

Roma, 28 maggio 2007


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