DOCUMENTO CONCLUSIVO ASSEMBLEA LAVORATORI ENDESA ITALIA – CENTRALE DI FIUMESANTO 9 NOVEMBRE 2007
I Lavoratori della Centrale Termoelettrica di Fiume Santo, riuniti in assemblea unitamente alle Strutture Sindacali Territoriali, alle Segreterie Regionali e Nazionali di FILCEM FLAEI UILCEM ed alle Segreterie Confederali Territoriali, esprimono viva preoccupazione per il futuro assetto societario di Endesa Italia e, in particolare, per la ipotesi di “spezzatino” che coinvolgerebbe un impianto strategico ed essenziale per tutta la Sardegna. Questa vicenda infatti dimostra come la liberalizzazione del mercato elettrico favorisca l’affermazione di interessi finanziari e/o politici di parte che, per quanto legittimi, difficilmente coincidono con l’interesse collettivo e del territorio e con le altrettanto legittime esigenze occupazionali e di tutela del lavoro e dei lavoratori. Nei fatti, l’instabilità degli assetti proprietari degli impianti di generazione rischia di pregiudicare irreparabilmente gli investimenti, i piani di sviluppo già concordati con le Forze Sociali e con le Istituzioni Locali e le già scarse prospettive occupazionali. L’impianto di Fiume Santo, vitale per lo sviluppo della Sardegna e del Territorio di Sassari, già a suo tempo ceduto dall’ENEL, ha già “pagato il prezzo” alla liberalizzazione del Settore Elettrico e pertanto non deve essere utilizzato come “assegno circolare” a pagamento di operazioni finanziarie e geopolitiche del tutto avulse dal Territorio. Territorio che, peraltro, contrariamente ad altre realtà, si è reso disponibile a sopportare l’onere derivato da questo insediamento industriale, ma che come contropartita, chiede di essere reso partecipe nei processi di decisione sul futuro del sito, certezze sulla procedura autorizzativa per i nuovi impianti (Valutazione Impatto Ambientale per il nuovo gruppo ipercritico a Carbone) e i giusti ritorni anche in termini di partecipazione della ricchezza prodotta. Decisioni che, in ogni caso, dovranno incontrare il favore dei Lavoratori e del Sindacato, che a loro volta devono chiedere alle Istituzioni locali e Regionali l’assunzione di un ruolo da protagonista. Per questo motivo, i Lavoratori di Fiume Santo impegnano il Sindacato a continuare ad opporsi allo spezzatino di Endesa Italia, che precarizzerebbe anche altre realtà produttive della Società, e in ogni caso a salvaguardare per l’oggi e per il domani, gli investimenti previsti, gli impegni per lo sviluppo del territorio, l’occupazione ed i trattamenti contrattuali. In tal senso, sostengo le iniziative di mobilitazione già poste in essere a tutti i livelli, rendendosi disponibili ad ulteriori e più incisive iniziative di lotta che, con la partecipazione del Sindacato Confederale possano coinvolgere anche i lavoratori dell’indotto.
APPROVATO ALL’UNANIMITA’
Fiume Santo, 9 novembre 2007
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